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Dalla Maiella alla costa dei Trabocchi tra canyons e monasteri da scoprire

Immaginate di essere immersi in un autentico paradiso terrestre, tra spiagge dorate e natura incontaminata. Immaginate montagne imponenti dalle vette superbe che regalano viste mozzafiato, paesaggi lunari; immaginate di passeggiare tra boschi incantevoli e nuotare in specchi d’acqua cristallini, suggestivi, a volte surreali; di emozionarvi ai piedi di cascate alte e slanciate dove l’acqua crea spettacolo. Ora aprite gli occhi perché il sogno è realtà. Siete in Abruzzo, ed in particolare nella porzione di regione verde che si estende dalla Maiella Orientale alla Costa dei Trabocchi.

In questo spettacolare scenario si colloca il nostro progetto che mira a valorizzare le bellezze paesaggistiche di queste terre straordinarie, piene di fascino e di mistero. A cominciare proprio dalla Maiella, una montagna dalla conformazione orografica unica nel suo genere che la rende particolarmente affascinante, con i suoi canyons stretti e maestosi ed i suoi valloni lunghissimi e aspri, rifugio ideale per le specie più rare e pregiate della fauna del Parco. Scorci di impareggiabile suggestione tanto da essere considerati dei veri e propri santuari della natura. Come il Vallone di Pennapiedimonte, uno degli scenari più imponenti ed emozionanti di tutto il massiccio della Maiella, caratterizzato da immani pareti di roccia. O il Vallone di Santo Spirito che da Fara San Martino conduce fin sulla vetta di Monte Amaro con un dislivello di 2300 metri, in cui restano tracce di un antico monastero benedettino. E poi il Vallone Taranta con la sua Grotta del Cavallone, il più alto complesso carsico d’Europa.

Un insieme di fattori come la posizione geografica, l’altitudine elevata, la notevole estensione, il clima particolare, rendono questa montagna custode di una diversità biologica unica, come testimonia la presenza di elementi floristici mediterranei, alpini, balcanici, pirenaici e artici di grandissimo valore biogeografico.

A questa ricchezza inestimabile non può che corrispondere una varietà faunistica di grande rilievo. Nel Parco, infatti, vivono il lupo, l’orso, il camoscio, la lontra, il capriolo e il cervo. E tra le specie di uccelli, è possibile ammirare l’aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale e l’astore.

Dalla montagna alla costa, tra il medio e il basso Sangro, la natura regala spettacoli altrettanto ricchi di fascino, offrendo un paesaggio lastricato di ulivi secolari e dominato da distese di vigna che si estendono a perdita d’occhio, dando vita ad un’alternanza cromatica unica e straordinaria. Da qui, sinuose colline digradano dolcemente verso il mare dove si stagliano alla vista incantevoli baie, insenature e cale che sono piccoli angoli di paradiso.

Dalla vallata verso il mare, la bellezza del paesaggio è racchiusa in ben 7 Riserve Naturali: l’oasi di Serranella, l’Abetina di Rosello, in cui risiede uno degli ultimi boschi di Abete Bianco dell’Appenino, e le Cascate del Rio Verde. Gran parte del territorio del versante della Maiella Orientale è ricompreso nell’omonimo Parco Nazionale, con diverse aree faunistiche come quella dell’Orso Bruno Marsicano di Palena e quella del Camoscio Appenninico a Lama dei Peligni, in cui troviamo anche un orto botanico regionale, il cui simbolo è il fiordaliso della Maiella. Sulla Costa dei Trabocchi, incontriamo la riserva naturale regionale Punta dell’Acquabella, i Ripari di Giobbe, le Grotte delle Farfalle e la Lecceta di Torino di Sangro.